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Chiesa di San Paolo inter vineas

L’origine antica dell’edificio è attestata da San Gregorio Magno, il quale racconta di un episodio miracoloso avvenuto nel VI secolo, che vide protagonista un vescovo longobardo di fede ariana colpito da cecità in seguito al tentativo di officiare la chiesa. Altre notizie sono datate al X secolo, quando vi fu annesso un monastero benedettino femminile.
Un rinnovamento fu poi realizzato entro il 1234, anno in cui la chiesa venne consacrata da Papa Gregorio IX. Nel XIV secolo, a causa delle continue lotte tra fazioni, il monastero venne abbandonato e ricostruito entro le mura cittadine presso la chiesa di Sant’Agata.
Nel 1771 San Paolo inter vineas subì, soprattutto all’interno, un rinnovamento, ma nel 1965 fu effettuato un restauro che le ha restituito l’antico aspetto. Oggi la chiesa rivela la sua forma tardoromanica pertinente al rinnovamento del 1234, con la facciata simile ad altre chiese spoletine quali San Pietro e San Ponziano, il portale a tre rincassi e il prezioso rosone.
L’interno è a tre navate divise da colonne coronate da capitelli corinzi, mentre l’ampio transetto conserva alcuni affreschi staccati che componevano il notevole ciclo pittorico della prima metà del XIII secolo che decorava la chiesa. Questi affreschi sono testimonianza della cultura pittorica di epoca romanica, comune all’Umbria meridionale e alla regione romana, che ha come migliore esempio la decorazione dell’Abbazia di San Pietro in Valle presso Ferentillo.

L’Umbria, Manuali per il Territorio, Spoleto, Roma 1978, Gregorio Magno, Dialogi, lib. III, cap. 29, A. Sansi, Degli edifici e dei frammenti storici delle antiche età di Spoleto, Foligno1869

Informazioni utili

Indirizzo: Via di San Paolo

Ente: Archidiocesi di Spoleto - Norcia


Destinazione d'uso: Chiesa aperta al culto

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